La crisi energetica legata al gas e aggravata dalla guerra in Ucraina rende fondamentale affrontare il tema delle alternative rinnovabili.

La forte domanda europea di gas degli ultimi mesi, ha permesso a Putin di avere una potentissima arma di ricatto nei confronti dei Paesi Europei: la possibilità di interrompere la fornitura di gas naturale e bloccare così l’intera economia continentale.

Il ricorso alle rinnovabili è la soluzione alla crisi energetica in corso: sarebbe possibile aumentare la sicurezza e l’indipendenza energetica, e ridurre drasticamente il costo della bolletta.  

La proposta delle Associazioni del Mondo Elettrico Italiano

Per far fronte alla drammatica situazione che sta colpendo il nostro Paese, il settore elettrico italiano è pronto a investire nell’installazione di nuovi impianti rinnovabili, per rispondere in modo significativo al caro-bolletta che sta minacciando famiglie e imprese.

L’installazione di un impianto fotovoltaico è ormai indispensabile perché rappresenta una delle migliori possibilità per diventare energeticamente autonomi sfruttando l’energia del sole e producendo al tempo stesso energia elettrica pulita (vedi articolo Il fotovoltaico è ormai indispensabile”)

“La soluzione strutturale al caro-energia è autorizzare 60 GW di rinnovabili entro giugno. Le società elettriche italiane sono pronte a investire 85 miliardi in tre anni, ma serve accelerare l’iter autorizzativo”. La proposta è del presidente di Elettricità Futura, Agostino Re Rebaudengo, che ha aperto una conferenza stampa indetta a Milano dall’associazione che rappresenta 500 imprese produttrici di energia.

Installare 60 GW di rinnovabili nei prossimi 3 anni è la soluzione per aumentare la sicurezza e l’indipendenza energetica. In questo modo si potrebbe diminuire drasticamente la bolletta elettrica, inoltre, questi interventi creerebbero 80.000 nuovi posti di lavoro e ci sarebbe un risparmio di 15 miliardi di metri cubi di gas ogni anno, ovvero il 20% del gas importato.

L’impatto zero sul terreno agricolo

Nel dettaglio, i 60 GW di nuove rinnovabili potrebbero essere:

  • 12 GW di eolico, idroelettrico, bioenergie e altre
  • 48 GW di fotovoltaico che richiederebbero una superficie pari a 48.000 ettari.

“Se per pura ipotesi i 48 GW di fotovoltaico fossero tutti realizzati su superficie agricola – spiega Elettricità Futura – si utilizzerebbe appena lo 0,3% della superficie agricola totale, oppure l’1,3% della superficie agricola già oggi abbandonata. Peraltro, i tanti impianti previsti non sottrarranno neanche un metro quadrato di terreno”.

Oltre alla grande disponibilità di terreno agricolo di cui usufruire per l’installazione di pannelli fotovoltaici, ricordiamo che è disponibile una vasta superficie di coperture e capannoni industriali esistenti che possono essere utilizzati per favorire lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro Paese.

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